Queste sono costituite da milioni di piccoli peli tra i quali si instaura un particolare legame elettrostatico, la cosiddetta “forza di Van der Waals”. Ogni polpastrello della zampa di un geco è composta da milioni di questi peli che, con una minima pressione, si conformano alle caratteristiche di qualsiasi superficie moltiplicando queste forze elettrostatiche e permettendo all’animale di “appicciarsi” come avesse delle ventose. Si tratta di un capolavoro dell’ingegneria della Natura che da anni scienziati e ingegneri, perfino della Nasa, studiano e cercano di replicare in ambiti diversi.
Normalmente le dimensioni di un geco sono medio-piccole e non superano i 15-16 centimetri, tenendo conto anche della coda. È un animale piccolo, quindi, e soprattutto innocuo. L’uomo non fa parte dei suoi interessi e anzi, se ti avvicinassi probabilmente sarebbe lui a scappare, impaurito. E chiaro però che se dovessero essere disturbati o infastiditi potrebbero reagire male, magari con un morso che, comunque, non è velenoso.
A proposito di interessi e morsi, come ti dicevo i gechi non sono solo affascinanti e misteriosi, ma anche utili. Immagina una tranquilla giornata di sole invasa da ospiti non invitati e anche poco graditi come zanzare, mosche, ragni, cimici o scarafaggi. Per paura, allergie o magari semplicemente perché non ti piacciono potresti reagire d’impulso e scacciarli o magari anche peggio. Ecco perché è importante un geco che, invece, ne farebbe una scorpacciata: in un certo senso, quindi, proteggerli significa anche proteggere noi stessi. Soprattutto però, imparando a convivere con i gechi potresti quindi evitare di uccidere inutilmente insetti e favorire il normale funzionamento di un ecosistema.
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